Il Maestro di scacchi

di Cuppone Fiorinto

Il campionato regionale umbro a squadre era in pieno svolgimento nell’anno 1987, si fronteggiavano le città di Perugia, Foligno, Gubbio, Città di Castello, Assisi. Terni e come nelle antiche sfide medioevali si sentiva un clamore di spade, lo scalpitare dei cavalli, il tonfo degli scudi. Niente di tutto ciò, come afferma il Maestro Internazionale di scacchi Ljubomir Ljubosaievic : “noi scacchisti siamo dei pacifisti perché le battaglie le facciamo sulle 64 caselle della scacchiera”.

Dovendo incontrare la Squadra di Perugia A, volli giocare in Ia scacchiera per la squadra di Gubbio ove allora risiedevo, per poter affrontare Andrea Malfagia che dopo pochi mesi, al torneo di Lacona, avrebbe conquistato meritatamente il titolo di Maestro di scacchi. In altre occasioni avevo già incrociato i pedoni in partite simultanee con giocatori di grossa levatura, ma confrontarsi con uno essi in una partita vera è ben altra cosa.

Il Maestro di scacchi Andrea Malfagia

Ebbi modo di toccare con mano la differenza di conoscenze che esiste tra un Maestro ed un giocatore di categoria nazionale. Il risultato era scontato e se da un lato ciò mi dava una sensazione di disagio e di impotenza, dall’altro mi stimolava ad una concentrazione assoluta, insomma a vendere cara la pelle. Per la prima volta adottai nella mia ancor breve pratica agonistica la difesa Benoni contro la mossa 1.d4 del bianco; si tratta di un impianto “ipermoderno” estremamente complesso nel quale il nero, pur di bloccare il centro riservandosi la possibilità a seconda del proprio temperamento e delle proprie inclinazioni di giocare sull’ala di donna o su quella di re, è disposto ad avere un pedone arretrato debole in d6.

Il giocatore che nel suo repertorio con il nero adotta la difesa Benoni, ad un certo punto della partita deve essere disposto a giocare in modo energico, altrimenti il gioco di compressione del bianco si fa insopportabile e non può che condurre alla sconfitta il secondo giocatore.

L’inesperienza

Dai commenti dei due giocatori traspare da un alto l’accurata conoscenza dell’impianto di gioco da parte di Andrea Malfagia, dall’altra la preparazione superficiale e l’inesperienza di Fiorinto Cuppone. Già nella fase casalinga di preparazione della partita il conduttore dei neri, di fronte ad un nuovo impianto, la difesa Benoni, sottovaluta uno dei seguiti più importanti a disposizione del bianco 7.Cd2. Questa mossa che fa parte della manovra 6.Cf3, 7.Cd2 e poi Cc4 fu ideata da Aaron Nimzowitch e si prefigge due scopi : il primo è quello di sottrarre il cavallo in questione al cambio con l’alfiere delle case bianche dell’avversario che nella Benoni è “ l’alfiere cattivo”, infatti nella maggior parte delle varianti esso intralcia l’armonico sviluppo dei pezzi del nero che pertanto aspirerà a liberarsene al più presto; il secondo obiettivo è quello di mettere sotto pressione il pedone debole in d6 e sotto controllo la casa e5, con l’intenzione di distruggere il centro del nero. La non conoscenza dell’impianto di gioco obbliga il secondo giocatore ad un’estrema concentrazione e anche se in una condizione di “estasi scacchistica” riesce in fase di apertura ad azzeccare le mosse giuste, ciò comporta che, detta con Kasparov, “quando è il momento di giocarsela” si ritrova in forte ritardo di tempo sull’orologio e svuotato di ogni energia. La conseguenza di tutto questo, unito all’inesperienza, conduce alla maldestra 28….., Dg4?; con la quale inconsapevolmente il nero si arrende.

Ma veniamo alla partita.

Malfagia Andrea-Cuppone Fiorinto (1 -0 )

Camp.Reg. a Squadre

Perugia 1987

1. d4 Cf6;

2. c4 c5;

3. d5 e6;

4. Cc3 e:d5;

5. c:d5 d6;

6. Cf3 g6;

7. Cd2 Ag7;

A questo punto finivano le mie conoscenze teoriche, infatti mi erano noti solo i seguiti : 7.e4; 7.Ag5; 7.Af4; il bianco invece sceglie una soluzione elastica, perché può giocare sia l’impianto proprio di questa mossa che rientrare in un secondo momento, ed in condizioni a lui favorevoli, in una delle linee di gioco che io conoscevo. Da qui traspare la classe di un giocatore di categoria superiore, entra in una trasposizione di mosse per mascherare le proprie intenzioni, mette l’avversario in una condizione di stress psicologico perché è consapevole che lungo il tragitto potrebbe trovare qualche trabocchetto già nella fase di apertura della partita.

8. e4 0-0;

Durante le analisi del dopo partita Malfagia mi indicò un altro seguito interessante per il bianco : 8. Cc4, 0-0; 9.Ag5, h6; 10.Af4, b6; 11.A:d6, Te8; 12.Ag3, e4; 13.C:e4, T:e4; 14. e3. b5; 15.Cd2, Tb4 con evidente vantaggio per il bianco.

9. Ae2 a6;

10. a4 Cbd7;

11. 0-0 Te8;

Il Bianco non ha ancora rivelato le sue intenzioni e ciò induceva in me un’elevata tensione emotiva; le mie mosse erano tutte pensate, il mio orologio sembrava che corresse più velocemente di quello di Malfagia che invece muoveva con estrema scioltezza.

12. f4 Tb8;

Qui e più incisiva per il nero : 12…...,c4!; 13. Rh1, Cc5; 15. e5!, d:e5; 16. f:e5, T:e5; 17. C:c4, Tf5; 18. Af4 +/= in cui il bianco rimane preferibile in virtù del suo pedone libero centrale, ma il gioco è a doppio taglio dato il carattere aperto della posizione e l’attività dei pezzi di entrambi i colori. Allora ancora non esistevano internet, né tantomeno i database, ma sulla letteratura scacchistica che avevo a disposizione : “La defense Benoni” di Kondratiev – Stoliar, Ed. Garnier 1983 Parigi “, trovai la variante prima indicata. Da allora sono passati 25 anni, ma questa linea di gioco è ritenuta ancora la migliore per il nero.

Il bianco sceglie di rientrare in un seguito di 7. e4; il nero cerca un controgioco sull’ala di donna con la spinta in b5 che per ora è contrastata dal gioco preciso di Malfagia.

13. Rh1 Dc7;

Osservando attentamente la scacchiera si può notare come la posizione dei pezzi del bianco sia ottimale, egli ha ottenuto un evidente vantaggio di spazio e possiede inoltre ampie possibilità di scelta.

La sensazione che provai in partita era che il nero si trovasse in uno “Zugzwang posizionale”, è cioè privo di mosse utili. Tuttavia ero convinto che per il M° Malfagia fosse giunto il momento di gettare la maschera, di prendere una decisione chiara per cui avrei potuto agire di conseguenza.

14. Ta2! ….;

Le speranze del nero sono deluse, il mio avversario esegue un’altra mossa “elastica”, d’attesa. Nelle analisi post-mortem della partita Malfagia mi confidò che si ricordava di una partita tra il M.I Bela Toth ed il G.M. John Nunn giocata al Torneo di Capodanno di Reggio Emilia 1983-84, riportata sull’Informatore Scacchistico n° 37/105, in cui era stata raggiunta la stessa posizione e Toth giocò 14. Ta2! ottenendo un netto vantaggio. Francamente a me piace di più 14. Ta3! che porta la torre su una traversa libera dalla quale può entrare più facilmente in gioco.

Il fatto di aver giocato come un Grande Maestro mitigò in me l’amarezza della sconfitta, in concreto però mi trovavo con 40 minuti di ritardo sull’orologio ed in una condizione di stress psicologico notevole, mentre Malfagia non aveva ancora usato farina del suo sacco, ma mostrava una conoscenza minuziosa della variante che stavamo giocando.

14….. c4!;

E’ arrivato il momento di giocare in modo energico, ritenni che l’unica possibilità per il nero fosse quella di sacrificare un pedone ed avere come compenso un controgioco sul pedone e4 del bianco, sperando nel seguito : 15.C:c4, Cc5 ↔;

Qui è interessante un seguito indicatomi da Malfagia e proposto dal GM Nunn :

14…..,Cf8; 15.e5, d:e5; 16.Cc4!, e4; 17.f5!, Dd8; 18. f:g6, h:g6; 19. Af4, Ta8; 20.Cd6, Te7; 21.Dc2 ed il bianco recupera il pedone con vantaggio.

A questo punto il mio avversario si immerse in profonde riflessioni e dopo 20 minuti con sicurezza giocò:

15. e5! d: e5;

“Non è mai il caso di giocare 15. A:c4?!, Cc5; ed il nero conquista l’iniziativa “(Malfagia);

16. C:c4 e4;

17. f5 Dd8;

18. Af4 Ta8;

19. f:g6 h:g6;

20. Db3 Ch5?;

A questo punto della sfida ero in forte ritardo di tempo sull’orologio e con le batterie scariche, la logica che fino a quel momento mi aveva sostenuto si è appannata ,la mossa giocata aumenta le debolezze della mia posizione, era senza dubbio migliore e più semplice 20…..,Cc5; 21. Da3!? che mi avrebbe mantenuto ancora in partita.

Per curiosità riporto il seguito della partita Toth-Nunn : 18.Cd6, Te7; 19.f:g6, h:g6; 20.Ag5, Df8 +/-.

Era insoddisfacente per il nero anche il seguito :

20….., Cc5; 21.Db6, De7; 22.d6.De6; 23.b3, Ad7; 24. Td2 con l’intenzione poi di giocare Aa3 con chiaro vantaggio”.(Malfagia)

La posizione è semplicemente favorevole al bianco.

21. A:h5 g:h5;

22. Cd6! Tf8;

23. Cc:e4 Ce5;

24. A:e5?! A:e5;

“Il bianco ha fretta di semplificare la posizione, sarebbe stato migliore il seguito : 24. Dg3, h4; 25.Dg5, f5!; 26.D:d8, T:d8; 27. Ag5!, Tf8; 28.Cc5 +-” (Malfagia)-

25. C:c8 T:c8;

26. Df3 Dh4;

Qui è migliore 26……,Tc4;

27. g3 Dh3;

28. b5 Dg4?;

Ora il mio tempo stava per scadere e non avevo la possibilità di trovare qualche soluzione che complicasse la vita del bianco, il quale non si lascia sfuggire l’occasione di semplificare le regine, togliendo in tal modo possibilità di controgioco al nero e dilatando il valore del vantaggio di materiale acquisito.

29. D:g4 h:g4;

30. Tf5 ……;

Arrivati a questo punto il nero potrebbe sportivamente abbandonare visto che ha quasi esaurito il tempo di riflessione, si trova di fronte un giocatore dalla preparazione tecnica raffinata che è anche in vantaggio di materiale; tuttavia non dovendo giocare solo per me stesso, ma anche per la squadra, provai ad avere un velleitario controgioco e proseguii inutilmente per altre 7-8 mosse che nemmeno trascrissi sullo statino.

Me le inviò Malfagia con la mail e le riporto per dovere di cronaca, ma la partita è ormai segnata.

30….. f6;

31. Cf2 Tc3;

“Giustamente il nero va a caccia del pedone b3, perché quello in d5 è purtroppo intangibile :

31. …,Tfd8; 32. C:g4, T:d5??; 33. C:f6+”(Malfagia)

32. C:g4 T:c3;

33. Taf2 Te8;

34. C:f6+ A:f6;

35. T:f6 Td3;

36. Tg6+ Rh7;

37. Tg5 Rh6;

38. h4 il nero

Abbandona.

Le analisi casalinghe della partita mi rafforzarono nel convincimento intuito in quelle del dopo partita, che la manchevolezza nell’impianto del nero consistesse nella posizione della Donna in c7 e della torre in b8, elemento tattico che aveva permesso al bianco di guadagnare tempi preziosi nel corso del mediogioco e trovai la soluzione indicata alla mossa n° 12.

Malfagia, per motivi di lavoro, risiedeva a Bologna e quindi ebbi modo di incontrarlo solo dopo circa venti anni, si ricordava ancora di quella sfida memorabile , e detta con la sue parole : “di come il nero avesse imbroccato le prime venti mosse giuste !” riproducendo la partita modello di quell’impianto. Volle inviarmi via mail le sue analisi di quella partita e mi stupì per la seconda volta, per l’accuratezza e la profondità delle stesse, visto che aveva giocato un impianto del quale già conosceva tutte le finezze .

Credo di non annoiare il lettore se a corollario di questo scritto riporto una partita condotta con i pezzi neri dal giovane talento olandese Anish Giri, giocatore aggressivo e quindi sviluppata direttamente contro il re avversario, in essa si può ammirare la ricchezza dei temi strategici e tattici della difesa Benoni.

Open Enschede 06.08.2008

Nyznyk Illya- Giri Anish

1. d4 Cf6 2. c4 c5 3. d5 e6 4. Cc3 exd5 5. cxd5 d6 6. Cf3 g6 7. Cd2 Ag7 8. e4O-O 9. Ae2 Te8

10. O-O a6 11. a4 Cbd7 12. Te1 Tb8 13. Dc2 Ce5 14. h3 (14. f4?! Ceg4 15. h3 Ch5 16. hxg4?? Ad4+ 17. Rf1 Cg3#) 14... g5 15. Cf1 h6 16. Cg3 g4 17. h4 Ch7 18. h5 Dh4 19. Cd1 Cg5 20. Axg5 {(20.Ta3!?)} Dxg5 21. Ce3 Ad7 22. a5 b5 23. axb6 Txb6 24. Txa6 Txb2 25. Dd1 (25.D:b2,Cf3+;)} Af8 26. Ta7 Ag7 27.Ta6 Af8 28. Ta7 Teb8 29. Cc4 {(29.Dc1,Df4; 30.Tf1,Df6; 31.Cc4,C: c4; 32.T:d7=)} Cxc4 30. Axc4 Ag7 31. Txd7 Txf2 32. e5 Tbb2 33. Af1 Axe5 34. Te4 Tf4 35.Txe5 Dxe5 36. Dd3 Tf3 37. Td8+ Rg7 38. Cf5+ Txf5 0-1

 

E’ proprio vero che gli scacchi sono inesauribili!!!

Fiorinto Cuppone

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