Monticelli1Non ho conosciuto personalmente Mario Monticelli, ma ho avuto modo di conoscerlo per interposta persona dagli aneddoti che lo riguardavano raccontati da un mio amico e concittadino eugubino Ariodante Agostinucci . Ariodante, coetaneo di Monticelli, si era trasferito a Milano nel 1926 all’età di ventitre anni e nella città meneghina aveva impiantato l’attività imprenditoriale di tipografo, in ciò aiutato dai suoi familiari.

MONTICELLI MARIO
di Cuppone Fiorinto

Non ho conosciuto personalmente Mario Monticelli, ma ho avuto modo di conoscerlo per interposta persona dagli aneddoti che lo riguardavano raccontati da un mio amico e concittadino eugubino Ariodante Agostinucci . Ariodante, coetaneo di Monticelli, si era trasferito a Milano nel 1926 all’età di ventitre anni e nella città meneghina aveva impiantato l’attività imprenditoriale di tipografo, in ciò aiutato dai suoi familiari. Grande appassionato di scacchi, nel gioco a tavolino aveva raggiunto una qualifica che potrebbe essere oggi assimilata alla Prima Categoria Nazionale; come il Presidente del nostro Circolo Augusta Perusia Ettore Bertolini, eccelleva nelle capacità organizzative di eventi scacchistici. Fondò il Circolo Scacchistico Ambrosiano nel 1935 frequentato da giocatori di grossa levatura tra i quali Mario Monticelli ed Esteban Canal.

Ariodante ormai anziano con Adolivio Capece

Agostinucci era noto a livello internazionale per la sua immensa collezione filatelica a soggetto scacchistico composta da circa 2500 fogli e comparabile a quella posseduta da Anatoli Karpov,. Nel settembre del 1988 , in occasione del Memorial Rolando Fiorucci giocato a Gubbio e vinto dal Maestro di scacchi pesarese Andrea Rombaldoni, mise in mostra la sua straordinaria raccolta nella residenza dei Marchesi della Porta. In quell’occasione la collezione filatelica venne stimata a scopi assicurativi da Bolaffi e gli fu attribuito un valore di 600 milioni di lire, equivalenti a 300.000 euro.

Mario Monticelli (Venezia 16.03.1902 – Milano 30.06.1995) fu il primo Grande Maestro “Emerito” Italiano , infatti il titolo gli venne attribuito nel 1985 quando ormai aveva abbandonato l’attività agonistica. La FIDE costituitasi nel 1950 gli riconobbe all’epoca il titolo di Maestro Internazionale quando già meritava quello di Grande Maestro. Monticelli non fu uno scacchista professionista, ma esercitava la professione di giornalista prima presso “Il Gazzettino” di Venezia sua città natale e poi al Corriere della Sera dove si occupava di questioni internazionali. Per quest’ultimo giornale seguì il match Spassky-Fischer e tenne per molti anni una rubrica scacchistica.

Il GM “Emerito” Mario Monticelli

La sua carriera scacchistica si può così riassumere : consegui il titolo di Maestro della FSI all’età di 22 anni nel 1924, vinse tre campionati italiani nel 1929, nel 1934 e nel 1939. Partecipò con la squadra italiana a cinque edizioni delle olimpiadi scacchistiche dal 1927 al 1935; vinse il torneo di Budapest a pari merito con Grunfeld realizzando 9,5 punti su 15 precedendo giocatori del calibro di Tartakover, Reti e Rubinstein. Nel 1930 partecipò allo straordinario torneo di Sanremo e vinse il premio di bellezza per la sua vittoria su Bogoljubov; a quel torneo ritenuto all’epoca uno dei più importanti a livello internazionale parteciparono giocatori del calibro di Alexander Alekhine che vinse con lo stratosferico punteggio di 14 su 15 con 3,5 punti di vantaggio sul secondo classificato Aaron Nimzowitsch.

Protagonisti del torneo di Sanremo 1930

Da sinistra in piedi : Ahues, Yates, Grau, Maroczy, Kmoch, Romi, Monticelli, Rubinstein, Araiza.

Da sinistra seduti : Colle, Bogoljubov, Spielman, Alekhine, Rosselli Del Turco (Direttore tecnico)

Nimzowitsch, Vidmar e Tartakover.

Mario Monticelli raggiunse la notorietà internazionale grazie ad una partita giocata al torneo di Budapest del 1926 contro Ladislav Prokes nella quale , Difesa Bogo-Indiana, ideò una trappola in fase di apertura, l’eponima trappola di Monticelli. Le “trappole in apertura” hanno un’ origine diversa, alle volte l’esca è rappresentata da un apparente guadagno di materiale, nel caso della trappola di Monticelli invece è la doppia minaccia di matto e di guadagno del materiale, altre volte può essere la presunta conquista di un vantaggio strategico. In tutti i casi, comunque, una mossa che all’apparenza sembra naturale, per cui il giocatore è indotto a giocarla con tutta tranquillità, conduce invece alla catastrofe immediata. Tra le trappole in apertura più famose ricordo : il matto del barbiere, il matto di Legal, il matto di Budapest, la trappola della Difesa Steinitz ritardata, la trappola della Difesa Ortodossa, il tranello nel gambetto Morra, i tranelli di Falkberg e di Albin, il trabocchetto del Gambetto Staunton. Ma veniamo alla trappola di Monticelli :

[Event "Torneo"] [Site "Budapest"] [Date "1926.??.??"]

[Round "4"]

[White "Monticelli Mario"] [Black "Prokes Ladislav"]

[Result "1-0"]

[Annotator"Cuppone Fiorinto"]

1. d4 Cf6 2. c4 e6 3. Cf3 Ab4+ 4. Ad2 Axd2+ 5. Dxd2 b6 6. g3 Ab7 7. Ag2 O-O 8.

Cc3 Ce4 9. Dc2 Cxc3 10. Cg5!

Qui la mossa giusta é 10.D:c3, ma Monticelli arma la tagliola per verificare se il suo avversario si avvede o meno del pericolo.

Il bianco minaccia sia il matto in h7 che il guadagno dell'alfiere in b7 e della torre in a8.

10….,Ce4;

Il seguito più corretto, ma anche il più difficile da trovare in partita era 10.....,D:g5; 11.A:b7,C:e2; 12.D:e2,Cc6; 13.A:a8, T:a8;

11. Axe4 Axe4 12. Dxe4 Dxg5 13. Dxa8 Da5+ 14. Rf1 Da6 15. De4 Dxc4 16. b3 Db4 17. Dd3 c5 18. dxc5 Dxc5 19. Rg2 f5 20. Tac1 Da3 21. Tc2 d5 22. Tc7 Dd6 23.Thc1 Cd7 24. T1c6 De7 25. Txa7 f4 26. Tcc7 fxg3 27. hxg3 Df7 28. f3 Td8 29.Txd7 Il nero abbandona.

 

Al torneo di Amsterdam del 1931 Capablanca con il nero riuscì a pattare una partita contro Max Euwe con questo seguito : 10. …Ce4! 11. Axe4 Axe4 12. Dxe4 Dxg5 13. Dxa8 Cc6 14.Db7 Cxd4 15. Td1 c5 16. e3 Cc2+ 17. Rd2 Df5 18. Dg2 Cb4 19. e4 Df6 20. Rc1 Cxa2+ 21. Rb1 Cb4 22. Txd7 Cc6 23. f4 e5 24. Thd1 Cd4 25. Txa7 exf4 26. gxf4 Dxf4 27. Te1 Cf3 28. Te2 Cd4 29. Te1 (½-½).

 

Ariodante raccontava che Monticelli riguardo alla sua partita contro Bogoljubov che vinse il premio di bellezza al Torneo di Sanremo, amava ricordare questo aneddoto curioso: “ Bogoljubov era uno dei più forti giocatori dell’epoca, l’anno precedente il torneo di Sanremo aveva sfidato Alekhine per il titolo di campione del mondo di scacchi perdendo e lo affrontò di nuovo nel 1934 sempre con esito negativo; perdere contro di me che ero un semisconosciuto Maestro proveniente dalla provincia scacchistica internazionale qual era all’epoca l’Italia, doveva essere insopportabile, e poi farsi dare anche lo scacco matto……. Alla fine della partita dalla rabbia dette una manata ai pezzi sulla scacchiera e disse stizzito :”L’avevo visto anche io lo scacco matto! “

 

 

[Event "San Remo ITA"] [Date "1930.01.21"] [Round "5"]

[White "Efim Bogoljubov"] [Black "Mario Monticelli"]

[Result "0-1"] [ECO "E21"]

[Annotator Cuppone Fiorinto]

1. d4 Cf6 2. c4 e6 3. Cc3 Ab4 4. Cf3 b6 5. Ag5 Axc3+ 6. bxc3 Ab7 7. e3 d6 8.

Ad3 Cbd7 9. O-O De7 10. Cd2 h6 11. Ah4 g5 12. Ag3 O-O-O 13. a4 a5 14. Tb1 Tdg8

15. f3 h5 16. e4 {Qui era preferibile 16.h4,Ce8; 17.De1,f5; 18.Ac2,g4; 19.f4}

h4 17. Ae1 e5 18. h3 Ch5 19. c5 dxc5 20. d5 Cf4 21. Cc4 Th6 22. Tf2 f5 23. d6?

{E' migliore 23.Ce3, f:e4; 24.Cf5,Df8; 25.C:h6, C:d3; 26.C:g8,C:f2;} Rxd6 ?

{Era più incisiva 23.....,Df7; 24.e:f5,Ad5; 25.Ce3,C:d3; 26.D:d3,T:d6; 27.C:d5,

T:d5; 28.De4} 24. Cxd6+ Dxd6 25. Ac4 Tf8 26. exf5 Txf5 27. Td2 De7 28. Db3 {9.

Dc2!?} Tf8 29. Ad3 ?? {29.Tbd1} e4 30. Axe4 Axe4 31. fxe4 Dxe4 32. Dc2 Dc6 33.

c4 g4 34. Axh4 gxh3 35. g3 Ce5 36. Tb3

 

Il nero muove e dà matto in quattro mosse.

 

 

Il seguito fu : Ce2+ 37. Txe2 Tf1+ 38. Rxf1 Dh1+ 39. Rf2, Cg4# 0-1

Un’altra bella partita condotta da Monticelli in puro stile combinativo, giocata alle Olimpiadi di Londra del 1947, in essa si ha l’applicazione da manuale di un classico schema di gioco con sacrificio contro l’arrocco del nero attraverso l’attacco alla casa h7. Ciò è reso possibile dalla maggiore attività dei pezzi del bianco, dal fatto che essi sono puntati contro l’ala di re del nero e possono entrare rapidamente in azione. Al contrario il conduttore dei neri Mieses ha diversi pezzi lontani dal centro delle operazioni ( Ta8, Dc7 e Cb6).

 

[Event "Olimpiadi Londra"] [Date "1947.??.??"]

[White "Monticelli , Mario"] [Black "Mieses, Jaques"]

[Result "1-0"] [ECO "D12"]

[Annotator "Cuppone,Fiorinto"]

 

1. d4 d5 2. Cf3 Cf6 3. c4 Af5 4. Cc3 c6 5. cxd5 Cxd5 6. e3 e6 7. Ac4 Cd7 8. O-O Ad6 9. De2 Cxc3 10. bxc3 Ag4 ?! {Era necessaria 10.....,Cf6;} 11. e4 O-O 12. e5 Ae7 13. Td1 Dc7 14. Ad3 c5 15. Tb1cxd4 16. cxd4 Cb6 17. Tb3 Ah5??

 

18. Axh7+ !! Rxh7 19. Cg5+ Axg5 ( 19…., Th6; 20 Th3 vince e non 20.C:e6+ a cui seguirebbe D:c1!) 20. Dxh5+ Rg8 ( Se 20….,Ah6; 21. A:h6, g:h6; 22. Th3 vince) 21.Axg5 Cd5 22. Th3 f5 23. exf6 Cxf6 24. Axf6 Txf6 25. Dh8+ 1-0

Cuppone Fiorinto

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