512px Bobby Fischer 1960 in Leipzig in colorHo sempre avuto interesse per la grafologia, perché questa scienza attraverso l’analisi dei segni della scrittura spontanea ed in corsivo di un individuo, permette di individuarne i tratti psicologici, le attitudini ed i comportamenti.


Non di meno tale approccio offerto dalla grafologia mi aiuta nel mio lavoro di insegnante, nel quale per avere un rapporto con i ragazzi proficuo ed efficace nella didattica, è essenziale avere ben chiara la personalità dello studente con cui ci si relaziona.
Naturalmente l’analisi grafologica della scrittura si applica ad individui di cui non si conosce la personalità, con una metodologia “ bottom up “, ovvero si parte dallo studio analitico delle singole lettere, della loro correlazione e di vari altri aspetti, per poi giungere ad una sintesi finale che riveli i caratteri essenziali della personalità del soggetto la cui calligrafia è stata motivo di studio.
Nel caso di Bobby Fischer, per gli scacchisti che come me sono appassionati del “nobil gioco” da oltre mezzo secolo la personalità del leggendario ex-campione del mondo è invece ben nota. Su di lui sono stati spesi fiumi di inchiostro in interviste, in pubblicazioni, in analisi delle sue partite. In questo caso applicherò una metodologia inversa, ma non per questo ritengo sia meno interessante; è possibile attraverso l’analisi grafologica con metodologia “ top down “rintracciare nei suoi scritti quei tratti che rivelano la sua personalità e che sono già di nostra conoscenza?
Per l’analisi grafologica ho a disposizione uno statino della sua partita giocata contro l’allora campione del mondo di scacchi Boris Spassky, scovato non so dove dall’amico Tambasco Nicola, all’Olimpiade di Siegen nel 1970.
E’ bene chiarire che questo documento non è l’ideale per un’analisi tecnica della scrittura, perché si tratta della trascrizione di mosse e non di parole complete, ed inoltre la grafia potrebbe essere stata condizionata dal fatto che negli scacchi il tempo limitato a disposizione per condurre a termine la sfida può indurre a scrivere in modo affrettato e quindi non spontaneo.
Ma veniamo allo statino

StatiniFischer

Il tratto delle lettere marcato e spesso indica un soggetto dalla forte e decisa personalità, il taglio alto e pronunciato delle T e della F rafforza tale concetto ed è indice di un individuo che ha un’alta opinione di se stesso, del desiderio di primeggiare e di eccellere.
L’ampiezza delle lettere con l’occhiello quali le B , le O e le R sono tipiche di un soggetto dotato di notevole fantasia, il fatto però che tale ampiezza alle volte cambi è rivelatore di duttilità mentale, dell’ abilità e della capacità di sapersi destreggiare nelle situazioni critiche. L’occhiello è spesso angoloso in alto e ciò è rivelatore di perseveranza nei propri principi e propositi, tenacia ed ostinazione. La variazione della pendenza nello scrivere, ovvero la scrittura oscillante, quando vi è l’inclinazione verso sinistra è sintomo di una certa ritrosia e diffidenza nei rapporti interpersonali, al contrario quelle inclinate verso destra fanno pensare ad ottimismo nei rapporti con il prossimo, ciò rivela l’esistenza di seri conflitti interiori. Alcune lettere, come ad esempio la Q e la O non sono chiuse superiormente, e ciò è tipico di persone che hanno interesse, capacità e senso creativo, ed anche il bisogno di idealizzare i propri rapporti affettivi.
La presenza di prolungamenti terminali verso l’alto delle lettere indicano un atteggiamento inizialmente sicuro ed impulsivo, ma l’esistenza anche di ricci verso il basso denotano una tendenza ad un comportamento di puntiglio ed orgoglioso, per persistere nelle proprie convinzioni.
Il sovrapporsi delle lettere amplificato probabilmente dalla fretta imposta dal tempo di riflessione, farebbe pensare ad una persona disordinata, forse lo era nella vita, ma sappiamo bene che sulla scacchiera era il contrario di ciò, la sua perfezione tecnica nel condurre il gioco credo sia rimasta a tutt’oggi insuperata. Piuttosto lo scrivere in modo caotico è indicativo di una persona che si interessa poco del giudizio degli altri, semplicemente non vuole piacere al prossimo, non fa quello che gli altri si aspettano da lui, ma fa ciò che lo interessa.
Il profilo psicologico di Bobby Fischer è quello di un individuo dotato di una forte personalità, tenace ed ostinato nel raggiungere i propri obiettivi; le difficoltà non lo abbattono, ma lo rendono ancor più combattivo. Motivato ad emergere ed eccellere, è sostenuto da un elevato livello intellettivo, che si estrinseca in capacità creative e abilità nel saper risolvere situazioni difficili. La personalità, ed il rapportarsi con gli altri è condizionata da conflitti interiori irrisolti e, dato l’aspetto infantile e poco elaborato della sua grafia, dallo sviluppo emozionale incompiuto.

Fiorinto Cuppone - Euroscacchi.com

Foto: By Bundesarchiv_Bild_183-76052-0335,_Schacholympiade,_Tal_(UdSSR)_gegen_Fischer_(USA).jpg: Kohls, Ulrich derivative work: Karpouzi [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

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