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La Federazione Italiana degli Scacchi (FSI) dichiara che il gioco può essere uno strumento didattico, educativo, formativo, diagnostico e riabilitativo ed ha una funzione socializzante, cognitiva, etica, linguistica, motoria, creativa.

E’ in questa ottica che qualche anno fa è stato proposto un nuovo metodo d’insegnamento attraverso il gioco degli scacchi. Carmelita Di Mauro, un insegnante di scuola primaria con una vasta esperienza sia nel campo dell’insegnamento tradizionale che in quello ludico, ha utilizzato strumenti alternativi che sono in grado di coinvolgere maggiormente i bambini.

Così, la metodologia “Scacchi e regoli” è stato concepita per rispondere all’esigenza di trovare un modo allettante e simpatico di proporre la matematica ai bambini della scuola primaria, privilegiando l’aspetto ludico e relazionale, attraverso una interpretazione multimodale della scacchiera.

La prof.ssa Di Mauro afferma infatti che il metodo è fondato su un approccio di tipo Problem based learning ed è applicato nel rispetto delle strategie di apprendimento del bambino indicate da Bruner; inoltre, è orientato alla mediazione dei contenuti didattici e all’obiettivo educativo della metacognizione, ovvero "riflessione sui propri processi cognitivi”. A maggior ragione, alcune recenti ricerche dimostrano miglioramenti dei gruppi sperimentali sottoposti a training di scacchi, evidenti sugli item che coinvolgono le abilità matematiche (somma, sottrazione, moltiplicazione e divisione) e la capacità di estrapolare regole astratte da una situazione per poi applicarle.

 

I risultati della  sperimentazione confermano che nei laboratori in cui si è usato il nuovo metodo si è osservato un impatto statisticamente significativo sulle abilità visuo-spaziali e matematiche. La presente ricerca ha consentito di illustrare le potenzialità di una didattica consapevolmente mirata, verificando scientificamente il rapporto dialettico tra l’insegnamento e l’apprendimento.

Il Metodo scacchi e regoli si configura dunque come strumento didattico che si propone di insegnare il gioco degli scacchi attraverso lo sviluppo strategico della memoria visuo-spaziale, fornendo una piattaforma, la scacchiera regolata, che si configura come sfondo integratore di numerosi raccordi interdisciplinari e in particolare per l’insegnamento della matematica.

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