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Divertitevi a trovare la soluzione di questo esercizio. Consiglio, per prima cosa analizzate la posizione ristretta del Re nero e le altre debolezze e vi sarà facile evidenziare quali elementi tattici ci sono a favore del bianco. Poi, sicuramente, troverete la mossa. Se non ci riuscirete dopo 4 minuti, andate a vedere la soluzione in fondo a questa pagina. Ma prima provate ad aprire i vostri orizzonti tattici. Buon divertimento!

 

 

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La soluzione è 1) Ae6! se 1)...- Af5, 2)Dd4+ - Dg7, 3) Dxg7 scacco matto! Se siete riusciti a trovare la mossa chiave, complimenti, se invece avete sbagliato, ugualmente troverete vantaggio se farete tesoro dell'insegnamento che vi viene da questo esercizio e dagli elementi tattici che emergono dalla posizione: il Re del nero non ha case di fuga, la debolezza dell'8^ traversa e delle case nere,  l'alfiere sospeso sono gli elementi tattici su cui dovevate lavorare. Ora li conoscete. Memorizzate il tutto, vi servirà la prossima volta!

 

 

 

La Redazione EuroScacchi.com

 

 

 euroscacchi20162(ASI) EuroScacchi,supplemento del gruppo editoriale Agenzia Stampa Italia, dopo un periodo di ristrutturazione riprende la pubblicazione. Ripartiamo,. è vero, da zero, ma siamo animati da una grande passione e dalla forte motivazione di chi crede fortemente nel progetto e nel motto: " in me vis sortis nulla sed ingenium..". 

 (ASI) Nel documentarmi per scrivere questo articolo ho scoperto che la pronuncia corretta del cognome di di Alexander Alekhine, è Alyokhina. Campione del mondo di scacchi dal 1927 quando conquistò il titolo a Buenos Aires contro Josè Raul Capablanca fino al giorno della sua morte il 25 marzo 1946 nell’albergo all’Estoril (Portogallo). Alechine è stato considerato uno dei campioni di scacchi con le più elevate capacità combinative, le sue combinazioni destavano ammirazione, stupore e fascino perché sembravano spuntare dal nulla. Figlio di un’agiata famiglia russa, nacque a Mosca l’ 1 novembre del 1892, imparò a giocare a scacchi all’età di 7-8 anni dal fratello maggiore Alexej, ma non mostrò subito una particolare attitudine nel gioco.

Davide Golia 1Le sacre scritture narrano la vicenda del pastore adolescente Davide che in un’ordalia dell’antichità si offrì per affrontare il gigante Golia, possente guerriero filisteo, per difendere il suo popolo; la lotta sembrava avere un destino segnato vista l’enorme differenza di forza che esisteva tra i due contendenti. Ma quello che sarebbe diventato il re Davide facendo leva sull’intelligenza e sull’arguzia riuscì a sconfiggere l’avversario.

gensIl mondo degli scacchi non è fatto solo di grandi campioni, che hanno senza dubbio il merito di ravvivare in continuazione il fascino di questo straordinario diletto della mente umana, ma vede protagonisti anche centinaia di migliaia di giocatori che ogni giorno si siedono davanti alle 64 caselle di una scacchiera per trovare “la mossa migliore”. Gli scacchi sono una metafora della nostra vita, attraverso essi cerchiamo la verità, solo che nella nostra esistenza la verità è spesso inquinata dall’ipocrisia e dalla menzogna.

tajimavSe posso pubblicare questo articolo lo devo ad un mio caro amico scacchista il Candidato Maestro Alfonso Castellano che ha conservato per alcuni lustri, quasi fosse una preziosa reliquia, la copia cartacea dell’intervista a Mark Tajmanov che gli avevo inviato nel lontano 1989. La copia digitale in mio possesso era praticamente illeggibile a causa del fatto che era stata redatta con un vecchio programma di videoscrittura.

 

ggreco1Gioacchino Greco. detto “ il calabrese” per non dare adito a dubbi sulla sua italianità, fu considerato il migliore giocatore di scacchi a cavallo tra il XVI e XVII secolo. La sua carriera di scacchista si svolse a Roma ed in seguito presso le più importanti Corti europee : presso i Lorena in Francia, in Spagna, in Inghilterra e poi di nuovo in Francia.

Monticelli1Non ho conosciuto personalmente Mario Monticelli, ma ho avuto modo di conoscerlo per interposta persona dagli aneddoti che lo riguardavano raccontati da un mio amico e concittadino eugubino Ariodante Agostinucci . Ariodante, coetaneo di Monticelli, si era trasferito a Milano nel 1926 all’età di ventitre anni e nella città meneghina aveva impiantato l’attività imprenditoriale di tipografo, in ciò aiutato dai suoi familiari.

Malfagia2Il campionato regionale umbro a squadre era in pieno svolgimento nell’anno 1987, si fronteggiavano le città di Perugia, Foligno, Gubbio, Città di Castello, Assisi. Terni e come nelle antiche sfide medioevali si sentiva un clamore di spade, lo scalpitare dei cavalli, il tonfo degli scudi. Niente di tutto ciò, come afferma il Maestro Internazionale di scacchi Ljubomir Ljubosaievic : “noi scacchisti siamo dei pacifisti perché le battaglie le facciamo sulle 64 caselle della scacchiera”.

Il nome farebbe pensare ad un giocatore straniero, in realtà Dubois era romano (Roma 17.10.1817 –15.01.1899), ed è stato il primo scacchista italiano professionista dell’era moderna; non avendo altra occupazione stabile si guadagnava da vivere facendo lezioni, pubblicando articoli, giocando partite con poste in denaro.

GarciaPalermo2 Il Grande Maestro argentino Garcia Palermo fa parte di quel gruppo di GM naturalizzati italiani, tra i quali sono da ricordare in ordine temporale Canal, Ortega, Caruana e David che tanto hanno contribuito a vivacizzare il sonnolento mondo degli scacchi italiano e permettere in tal modo la crescita scacchistica di giovani talenti , tra i quali il nostro neo GM Roberto Mogranzini.

IMG 3610pIniziai a muovere i pedoni sulla scacchiera circa trenta anni fa e gli amici del Circolo Perugino degli Scacchi miei coetanei erano già forti giocatori, ricordo alcuni di essi tra i quali Bertolini Ettore e Mignone Marco che erano già Seconda Categoria Nazionale, De Lauretis ed Alexander erano di Prima Categoria Nazionale ed al vertice, per forza di gioco, c’erano i due Candidati Maestri Sofocle Arkontakis ed Andrea Malfagia. Nel primo campionato perugino al quale partecipai ricevetti sonore batoste dai giocatori sopra citati e nella partita con Ettore Bertolini caddi vittima di uno schema d’attacco che allora non conoscevo : il doppio sacrificio di alfiere sull’arrocco con conseguente matto di torre e/o di regina.

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